Ciao da ASTI. Sono Ilaria


#1

Ciao, sono Ilaria. Ho visto che le strutture indicate per la mia città sono praticamente a 0. Ho provveduto io a segnalare 2 farmacie in cui mi ero recata per la pillola del giorno dopo. In quanto a IVG so che all’ospedale di Asti si pratica, perché una mia amica ne aveva bisogno, ma alla fine è andata ad Alessandria perché sua madre lavora proprio in ospedale e voleva tenerle nascosti sia gravidanza indesiderata che aborto. Quindi non so che trattamento ci sia per chi vuole praticare una IVG. Spero che si presentino più utenti della mia cittadina!

Io ho abortito in Francia e lì la procedura è semplice. Tra l’altro su internet sono indicate tutte le strutture sanitarie in cui si pratica IVG sul sito ufficiale del ministero della salute. Si va in ospedale presso il reparto Family Planning. Si richiede una visita ginecologica spiegando che si vuole un IVG. Può servire fare degli esami (ad es. io non avevo il tesserino che certificasse il gruppo sanguigno e ho dovuto fare delle analisi solo per quello) e si risponde a varie domande durante il colloquio di accettazione. Il personale medico che ho trovato era molto gentile e per nulla giudicante. Mi hanno dato un primo appuntamento. Alla visita ginecologica la dottoressa ha anche girato lo schermo per non mostrarmi l’ecografia e l’ho trovato un gesto pieno di tatto. Ha detto di quante settimane ero a suo avviso e mi ha detto che avrei potuto fare l’IVG farmacologica. Da lì mi hanno fissato un altro appuntamento per una visita di conferma (è di prassi per lasciare il tempo di riflettere a ripensamenti). Purtroppo per la seconda visita la dottoressa non era la stessa: questa era una ragazza giovane dal fare molto deciso e anche se era ben intenzionata non ho apprezzato molto il suo atteggiamento. Ha fatto uscire il mio compagno dall’ambulatorio (probabilmente per accertarsi non mi facesse pressioni), ha decretato che ero troppo in là per il farmacologico e stabilito che o avrei accettato l’intervento chirurgico o non avrei potuto abortire. La prospettiva di un intervento chirurgico mi spaventava molto più del farmacologico. Chiesi se ci sarebbe stato un raschiamento perché temevo l’utero fosse danneggiato e mi spiegò che non si effettua un raschiamento, bensì il contenuto dell’utero viene aspirato tramite una canula. Mi rincuorò dicendomi che i crampi e il dolore sono maggiori se si affronta un farmacologico e che in caso di farmacologico è anche vietato viaggiare nei giorni successivi. Visto che ormai era stato deciso per l’intervento, fissammo l’appuntamento più di una settimana dopo. Questa volta ci presentammo in reparto di mattina presto (8-9 circa). Il corridoio per le IVG è appartato, isolato da ginecologia e maternità e non ci passa nessuno a parte il personale. Le stanze del day hospital sono nello stesso corridoio dell’ambulatorio in cui si pratica l’IVG, a pochi passi. Il mio compagno mi ha accompagnata. Le infermiere erano molto gentili e hanno cercato di chiacchierare e scherzare per mettermi a mio agio, spiegandomi cosa sarebbe avvenuto e consegnandomi la tenuta da indossare. Come per un’operazione, ci si spoglia, si indossa un camice di carta, mutandine di carta, copri-piedi usa e getta e una cuffia per i capelli. Dimenticavo di dire che il giorno prima dell’operazione si devono prendere due pastiglie, che hanno la funzione di ammorbidire il collo dell’utero per rendere più agevole l’intervento. Non bisogna scordarsi di prenderle almeno 24 ore prima e ciò comporta che una volta prese non si può più ritornare sulla propria decisione perché ormai l’embrione/feto è compromesso (Quindi quello che si vede nei film è una cavolata. Fanno anche firmare una liberatoria.) Se ricordo bene l’infermiera mi ha anche dato delle pastiglie prima dell’intervento. Ho atteso molto poco e sono stata accompagnata all’ambulatorio lasciando il mio compagno in camera. Lì ci si stende su un lettino e si appoggiano le gambe e i piedi ai sostegni, come per una visita ginecologica. C’erano due dottoresse, una che ha svolto l’intervento e l’altra che mi assisteva tenendomi la mano. Mi parlava e cercava di farmi chiacchierare ponendomi domande mentre l’altra praticava l’anestesia locale, che sarebbe un’iniezione interna ad altezza della cervice. Il processo è abbastanza spiacevole fisicamente, sia per l’anestesia locale sia per la procedura di “risucchio” che comunque si percepisce abbastanza. E’ molto umano e d’aiuto avere una persona accanto a cercare di distrarti. Fortunatamente l’intervento dura pochi minuti. La dottoressa mi ha accompagnata fino in camera dopo aver indossato un altro paio di mutandine igieniche con un assorbente. Ricordo di aver sentito un’incredibile sensazione di sollievo fisico dopo l’IVG. Tutta la spossatezza che mi aveva fatto sentire la gravidanza era sparita all’improvviso. Mi hanno fatta stendere a letto e l’infermiera mi ha portato la colazione. Finalmente, sentendomi meglio, mi era anche tornato l’appetito. L’infermiera ha dovuto controllare che sanguinassi conformemente. Poi dopo un’attesa relativamente breve è arrivata la lettera di dimissioni e siamo potuti partire. Se devo ricordare le emozioni che ho provato: la paura dell’ignoto perché non sapevo come sarebbe stata la procedura e la paura di essere giudicata che fortunatamente non si è avverata; la tensione per l’intervento e la spiacevolezza durante l’intervento (sarebbe stato sicuramente meglio in anestesia totale, come so che fanno in Italia in molti casi); il sollievo e il benessere fisico subito dopo l’intervento. Ero triste, ma riflettendoci non è stato un trauma psicologico e se per molti lo è in maniera significativa penso sia a causa del terrorismo psicologico che la nostra società fa alle donne che scelgono di non essere madri, il quale causa forti sensi di colpa. La mia è stata una decisione ponderata, razionale e matura e non ne sono pentita.


#2

Cara Ilaria, grazie per questa testimonianza. Se sei d’accordo, magari togliendo la parte sulla tua amica, potremmo pubblicarla dalla pagina fb di obiezione respinta. un abbraccio


#3

Certo. Va bene, vorrei solo restare anonima per ora.