Esportazione delle tube o sterilizzazione tubarica


#1

finalmente, a 2 mesi e mezzo dall’operazione, riesco a scrivere due righe:

mi presento, sono Terry, ho 31 anni a ottobre, tre figli con un uomo violento, divorziata da aprile, e mi sono ritrovata madre molto giovane, quando ancora non sapevo cosa avrei voluto essere da grande. vissuta in un contesto bigotto e oscurantista (la mia famiglia apparteneva al cammino neocatecumenale, una delle aree più estremiste della chiesa cattolica) bombardata dalla nascita con frasi tipo “l’aborto è un omicidio”, “devi accogliere ogni figlio che dio ti dona” e la sottintesa credenza che più figli hai, più sei santa. Mi sono allontanata da questo mondo tardi, quando già mio marito aveva annientato la mia autostima e aveva iniziato a colpirmi sui figli (li picchiava), ebbene andai da un prete di fiducia che mi disse che se mio marito picchiava i figli dovevo starmene al mio posto perchè quello era il suo modo di educare e io da brava moglie devota dovevo starmene buona. da quella chiacchierata iniziò il mio cammino di uscita, da quel matrimonio e da tutto quello che ha a che fare con la chiesa.
nel frattempo ho conosciuto il mio attuale compagno, uomo fantastico, attivo nelle lotte a favore degli ultimi e soprattutto femminista. siamo assieme da 4 anni e ha accolto i miei figli come fossero suoi, e loro hanno accolto lui come un padre. negli anni io ho elaborato le violenze subite, dalla mia infanzia fino al mio matrimonio. mi sono concentrata sulla mia rinascita, con grossi periodi di depressione e stati di ansia, ma si sa che per risalire bisogna toccare il fondo e viverlo in ogni sua forma. nella serenità che sta caratterizzando la nostra vita da un anno a sta parte (il mio ex se n’è tornato nel suo paese facendo perdere ogni sua traccia) abbiamo parlato molto di quello che prova per i miei figli, di come sarebbe avere un figlio nostro, ma la conclusione era sempre la stessa: io non ho la forza fisica e mentale per una quarta gravidanza (oltre ai miei problemi di salute) e a lui basta il rapporto instaurato negli anni con i miei figli. cosi abbiamo deciso di optare per un contraccettivo definitivo. nel ragionamento fatto, abbiamo considerato la libertà della nostra relazione e la possibilità che prima o poi l’amore potrebbe finire. cosi ho, abbiamo scelto che la sterilizzazione avrei dovuto farla io (in fondo io ho già tre figli e sono sicura che non ne vorrò altri, lui non ne ha e se dovesse innamorarsi di un’altra donna, voglio che sia libero di scegliere di avere un figlio con lei.
tutto questo preambolo per contestualizzare la mia, nostra decisione.
allora a Trieste ho fatto la prima visita a marzo e senza troppi convenevoli il ginecologo mi ha inserita nella lista degli interventi, un mese dopo ho fatto gli esami preoperatori e il 13 giugno mi hanno operata. ho trovato dei medici eccezionali e competenti, in rare occasioni hanno provato a dissuadermi, e le reazioni peggiori le ho avute da donne (conoscenti e specializzande, anche qualche amica). ho provato diverse emozioni: il desiderio di fare l’intervento, la paura dell’anestesia totale, delle complicazioni, di non svegliarmi più; ma non ho mai smesso di pensare che stavo facendo la cosa più giusta per me.una volta uscita dalla convalescenza, ho provato un grande senso di libertà (le tube mi sono state tolte), libertà che si è riflessa anche nei rapporti con il mio compagno, quel sospiro di sollievo di non dovermi più preoccupare o sentire dolore durante il sesso a causa della spirale. le prime mestruazioni dopo l’intervento sono state una rivelazione (negli ultimi anni la spirale mi faceva mestruazioni anche di 10 giorni). all’ospedale Burlo di Trieste ho trovato un equipe preparata, competente e umana.
spero che la mia esperienza possa essere utille :slight_smile:


#2

Grazie per aver condiviso con tutte noi questa esperienza. Sarà sicuramente utile per altre donne che vorranno farla. Se sei d’accordo, la possiamo pubblicare sulla pagina fb, in forma anonima. un bacione


#3

Per me va bene se pubblicato in anonimo :slight_smile: nel senso a me basta che non scriviate il nome, perché penso che il resto e soprattutto la città dove sono stata operata o l’ospedale siano importanti per chiunque ha bisogno di informazioni a riguardo :slight_smile:


#4

Ciao, grazie per aver condiviso la tua esperienza.
Mi dispiace per quello che hai dovuto subire in passato e ti auguro il meglio per il futuro sia per te stessa che per la tua famiglia.

A me hanno tolto una tuba a causa di una GEU, ma in stanza con me c’era una donna che come te ha scelto di farsi rimuovere entrambe le tube perché non voleva più figli.
Mi ha fatto riflettere per la prima volta su una scelta del genere.