Pillola all'estero


#1

Ciao!Vorrei riportare la mia bizzarra esperienza da italiana che vive all’estero. Ho avuto esattamente il problema opposto rispetto a quello denunciato da molte ragazze su questo forum/pagina facebook. Vivo in Svezia da un paio di anni e, soffrendo da anni di problemi derivati dal ciclo,mi sono decisa a farmi controllare da una specialista(non proprio uno studio di ginecologia, ma piuttosto esistono lí dei centri per la protezione della donna-mamma, offrendo vari servizi rivolti alla donna). Vengo accolta da questa donna sulla sessantina (molto gentile e carina)a cui spiego i motivi della mia visita, dico inoltre che so che molte donne ricorrono alla pillola per assestare problemi con il ciclo. Lei ci mette 5 secondi 5 a prescrivermi la pillola. Mi fa semplici domande sulla mia salute su quella dei miei familiari e procede alla ricetta.
Non fa richieste su esami del sangue, non mi visita.
Mi dice solo di provare quella marca per tre mesi e dopodiché tornare per raccontarle se mi sono trovata bene.
Io uscita dallo studio un po’ sbigottita, ho chiesto alle mie colleghe se è consuetudine dare la ricetta per la pillola con così tanta leggerezza in Svezia e mi è stato detto di sì.
Ora alla fine non me la sono sentita di prenderla senza problemi, ma sono rimasta sconvolta dalla leggerezza con cui è stata somministrata.
Nonostante io sia assolutamente pro pillola,credo che non debba essere data senza senza esami, insomma sono ormoni! Incredibile quanto le cose possano cambiare da un paese all’altro.
C’è qualcuno che vive all’estero e ha avuto un’esperienza simile?
O magari sono io che do troppo peso alla cosa?


#2

Ciao! Mi permetto di rispondere perché sono un medico in formazione in ginecologia e conosco (un po’ :P) la questione; inoltre lavoro attualmente all’estero e ho lavorato anche in Italia, quindi conosco i diversi approcci. Da linee guida internazionali (dunque basate, tramite evidence based medicine, sui dati raccolti da tutti gli studi fatti finora), non c’è bisogno di prescrivere esami del sangue per prescrivere la pillola. E’ invece assolutamente necessario fare una buona anamnesi personale e familiare della paziente, soprattutto per quanto riguarda gli eventi cardio-vascolari e gli altri fattori di rischio di trombosi come il fumo e il peso. Se l’anamnesi è normale, si può prescrivere la pillola senza problemi, informando adeguatamente la paziente dei sintomi di trombosi per i quali si deve rivolgere in urgenza. Inoltre va informata degli effetti collaterali (ritenzione idrica, cefalea, perdita della libido, etc) che sono estremamente personali e compaiono solo in alcune pazienti, per questo è giusto organizzare un follow up a tre mesi.
Queste linee guida internazionali sono state accolte in Italia e quindi è assolutamente giusto non prescrivere alcun esame prima di prenderla. Molti ginecologi però lo fanno. Perché? La mia idea (personalissima) è che le ragioni siano le seguenti:

  • non sono aggiornati
  • hanno paura di essere denunciati, il ginecologo è la figura medica più denunciata in assoluto in Italia e quindi anche quella che fa più esami “preventivi” degli altri, è una medicina “difensiva” senza alcuna evidenza scientifica
  • perché induce la paziente a pensare che “ogni anno bisogna fare gli esami di controllo”, il che non è assolutamente vero, non esistono esami da fare, esistono, secondo la storia della paziente e i suoi sintomi, alcune cose da cercare solo se c’è un motivo. Conosco ginecologi che ogni anno fanno pap-test, ormoni, tiroide, glicemia, fegato etc… ma non ha alcun senso. Fare un esame senza sapere cosa cercare, tanto per controllare un po’ di cose, è inutile, è una spesa inutile (che paghiamo tutti noi, con le nostre tasse), a discapito di spese più utili, crea circoli viziosi e false credenze.
    Non conosco la tua storia medica quindi non so pronunciarmi sul fatto che tu possa o no prendere la pillola ma, da come descrivi la scena nel consultorio dove sei stata, la signora ha seguito lo standard internazionale per la prescrizione della pillola.